Cinque libri ed una coppa di cioccolatini

La scorsa settimana, a Roma vi è stato l’importante congresso della Chirurgia Italiana, inaugurato addirittura dal Presidente della Repubblica.

A prendervi parte, migliaia di medici, professionisti del settore farmaceutico, rivenditori di costosissime apparecchiature robotiche, che rappresentano il futuro della chirurgia.

Tutti professionisti di un certo livello: gente colta, istruita.

Fra questi, v’ero anch’io, per questioni di famiglia.

Nei numerosi stand di apparecchiature mediche, spesso erano offerte caramelle, cioccolatini, o simili. Mi soffermo presso uno stand che offre dei cioccolatini, ben disposti in una coppa di vetro. Fulmineo, un signore si avvicina, e ne prende una corposa manciata voracemente. Non ci faccio gran caso. Dopo pochi minuti, ripassa, e con la stessa voracità, ne prende un’altra grossa manciata.

Sono un po’ perplesso. Fisso la hostess dello stand, anche lei perplessa.

Scappa qualche commento ironico, e dopo un po’ lei mi dice: “Guardi che non è nulla: ieri un signore si è preso di forza mezza scodella. Di fronte alle mie rimostranze, mi ha risposto: <Io ho dei bambini>”.

La scorsa settimana, i 5 libri più venduti in Italia erano (in ordine decrescente):

1° – E.I. James, Cinquanta sfumature di grigio

2° – K. Follett, L’inverno del mondo

3° – E.I. James, Cinquanta sfumature di nero

4° – E.I. James, Cinquanta sfumature di rosso

5° – P. Coelho, Il manoscritto ritrovato ad Accra

Nonostante la sempre più pungente crisi economica, solo al 9° posto troviamo un libro che ha una minima attinenza con l’attuale situazione socio economica.

Questo è “Non ci possiamo più permettere lo stato sociale: falso!” di Federico Rampini.

La scorsa settimana, l’Italia ha scoperto che vi è un malcostume diffuso nella gestione della cosa pubblica a livello regionale.

Personaggi discutibili, tronfi nella loro ignoranza e tracotanza, si sono liberamente impossessati, come altri prima di loro, di risorse pubbliche per gli scopi personali più disparati: per permettersi una vacanza, una casa o una cena di lusso, un fuoristrada per meglio affrontare la neve eccezionale dello scorso febbraio o una smart per ovviare all’impossibilità di parcheggiare in città (invece di pensare a promuovere il trasporto pubblico…).

Inoltre, la scorsa settimana si è scoperto che questa scarsa qualità etica, sociale, umana, dei personaggi coinvolti in queste becere ruberie, non dipende esclusivamente dallo scollamento tra rappresentanti e rappresentati.

I politici sotto accusa sono difatti stati eletti direttamente dal popolo, tramite le preferenze.

La principale accusa quindi mossa all’attuale legge elettorale (“un parlamento di nominati dai partiti è un parlamento di minore qualità e spessore etico e morale”) è perlomeno da rivedere.

La scorsa settimana, sono avvenuti, fra tanti, questi tre avvenimenti, apparentemente diversissimi e non collegati tra loro.

A mio avviso, non è così.

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