La fine del montismo?

Solo un mese fa, all’annuncio quasi trionfale fatto, non a caso, dall’America, davanti al mondo intero, nessuno avrebbe scommesso un euro contro Monti. Impelagati nell’elaborare una nuova legge elettorale, con tagli importanti ancora da fare al bilancio dello Stato, la politica appariva in stallo. Numeri alla mano, con la candidatura di Berlusconi che aleggiava nell’aria, sembrava non ci fosse alcuna forza politica che potesse prendere nettamente il sopravvento, e quindi formare un governo autosufficiente.

Ma se per quasi vent’anni la politica italiana è stata semi-immobile, e con essa il Paese, da un anno a questa parte la storia è cambiata. In questo momento non vi è nessun palcoscenico, a livello mondiale, più interessante da seguire per uno scienziato politico. Neanche le elezioni americane possono competere. Improvvisamente, dopo vent’anni di schieramenti flessibili ma chiari, non si sa cosa succederà da qui a qualche mese. Anzi, si è costretti a rivedere sempre “al ribasso”, temporalmente parlando, le proprie aspettative. Ormai non si sa cosa succederà neanche durante la prossima settimana. Scandali e dichiarazioni sempre più “di rottura” si susseguono. In meno di trenta giorni: Monti si è dichiarato disponibile a “servire ancora il suo Paese”; Berlusconi si è (pare…) definitivamente ritirato; la Polverini si è dimessa; l’IDV ed il suo giustizialismo vacillano sempre causa regione Lazio; la procura di Palermo sostiene che viviamo in una monarchia; Napolitano ha definitivamente chiuso le porte ad una sua ricandidatura, così come Veltroni, la Turco, Castagnetti, D’Ambrosio, anche se per scranni ben meno importanti; decine di sindaci e presidenti di Provincia hanno lasciato il posto per puntare al Parlamento; si è proposto di abolire, oltre a molte province, anche lo statuto speciale per la regione siciliana; e nel mentre la campagna elettorale in Sicilia è ormai, nella colpevole indifferenza generale, entrata nel vivo; infine, Grillo non è affogato attraversando lo Stretto, ma gode anzi di ottima (elettoralmente parlando e non) salute.

Da questo elenco che, letto (e scritto) tutto d’un fiato, lascia a bocca aperta, ho volutamente non incluso degli elementi, che portano, a mio avviso, tutti in una sola direzione, nonostante le volontà del Professore. La fine del suo governo, senza possibilità d’appello.

Questi sono: l’entrata nel vivo delle primarie del PD, la fine del Celeste Impero Lombardo, la discussione sulla legge di stabilità e il problema degli esodati.

Il centrodestra si sta, finalmente, sfaldando. Il PDL uber alles. Era solo questione di tempo. E il tempo, si sa, è galantuomo. Contraddizioni e “antropologiche differenze” (cit.) stanno venendo a galla, e con esse il malaffare (o, semplicemente, la malagestione) a loro legate a doppio filo. La fine di Formigoni è stato il colpo di grazia ad un partito ormai più “libero” che mai. Con la Lega che tenta di smarcarsi, immolando il Celeste, sarà però difficile intavolare una seria alleanza per le politiche. Quand’anche lo si facesse, questa sarebbe assai traballante. L’incredibile vicenda del patto con Formigoni per azzerare la giunta e ripartire, stretto fra lui, Maroni e Alfano, lo dimostra. Dopo neanche ventiquattro ore, il consiglio federale leghista ha bocciato quest’ipotesi, ascoltando i malumori della base. Maroni, da uomo intelligente, ha capito che andare contro la base lo avrebbe già da subito portato ad esporsi ad errori, per intenderci, alla Bossi: isolarsi, agire contro tutto e tutti. Quindi, se la parola d’ordine era stata, solo qualche mese fa, pulizia, tale doveva rimanere. E pazienza se si perde qualche posto in regione. Ma se di pulizia si parla, come si potrà parlare, fra solo qualche mese, di alleanze con il partito di Fiorito?

Se un fronte si sfalda, l’altro, invece, si rinsalda. E lo fa, paradossalmente, dividendosi. O almeno, confrontandosi. Sarà una battaglia dura quella delle primarie. Ma sarà una battaglia aperta, sincera. E così già viene percepita dalla gente. Lo dimostrano i sondaggi. Si è innestata una dialettica interessante, pulita, e soprattutto, normale. Niente soldi spesi per suv o cene di gala. Niente voti di mafiosi. Niente bonifici milionari. Niente vergognosi comizi televisivi fatti da personaggi indifendibili (due su tutti: Fiorito a Porta a Porta, e Formigoni a Matrix). Solo Politica. Quella buona, con la P maiuscola. E in un Paese di liste, caste, classi, tutte bloccate, l’idea di poter scegliere il proprio candidato premier, seppur non nuova a sinistra, viene vista come una piccola rivoluzione. In questo, Renzi ha dato una mano. La sua discesa in campo è stata certamente la novità politica degli ultimi mesi. Le sue idee hanno suscitato grande ammirazione, ma anche grandi polemiche (uno su tutti: Scalfari su Repubblica). Le sue parole d’ordine si sono innestate su un sentire e su una voglia generale: quella d’aria nuova. Le prime foglie sono già cadute: Veltroni, la Turco, Castagnetti. Forse toccherà a D’Alema. La presenza di Renzi alle primarie ha, quindi, catalizzato l’attenzione su un solo fronte politico. Il che, a livello sondaggistico, è un bene.

Ovvio che un PD che si sente, ed è, più forte, e che rischia addirittura (non diciamolo!) di vincere le elezioni, non vede di buon occhio un ipotetico ritorno del Professore. Che si è complicato la vita da solo.

La legge di stabilità (ex legge finanziaria) è ormai al vaglio delle camere. Ma in (ormai) piena campagna elettorale, certe proposte, fra cui l’aumento di un punto percentuale dell’IVA, hanno trovato, giustamente, un fuoco di fila ad attenderle, da ogni schieramento. Se poi consideriamo l’ancora incedentemente irrisolta questione degli esodati, il quadro è completo. Il PD è stato il più fedele sostenitore del governo tecnico, mal coadiuvato da un centrodestra svogliato, incapace, inconcludente, infedele: il continuo procrastinare la legge sulla corruzione ne è il più recente esempio. Ma, da alleato fedele, il partito di Bersani sta diventando anche il più autorevole antagonista al partito trasversale del Monti-bis. Notevoli sono state le prese di posizione di Fassina, responsabile economico dei democrat, e ovviamente di Vendola, candidato alle primarie con zero chance di successo, ma alleato fondamentale nelle elezioni che verranno. In più, c’è la voglia, da parte dei democratici, di prendere finalmente, e stabilmente, in mano il governo del Paese. Il partito si sente pronto, maturo, per questa sfida. E tale si sente soprattutto Bersani, il quale, personalmente, spero vinca le primarie. Il Paese ha bisogno delle sue doti di mediatore.

Ci sarà un estremo tentativo di avvelenare i pozzi da parte del centrodestra, per ripetere la porcata del 2005, quando, a pochi mesi dalle elezioni, Berlusconi, Bossi e Casini (si, Casini, il moderato…) cambiarono la legge elettorale per rendere impossibile il governo del Paese. Così fu. L’unica chance affinché questo non si ripeta è che lo scandalo delle regioni indebolisca così tanto il centrodestra da rendere vana la sua pur sempre notevole presenza in parlamento, costringendolo così a venire a patti con un sempre più vigoroso PD. C’è però un’ulteriore, e temibile, variabile. Stavolta il tentativo di cambiare la legge elettorale ha un nobile sponsor: questi è il Presidente Napolitano, che probabilmente in cuor suo teme l’incapacità di governare dell’attuale centrosinistra, e spera nel ritorno di Monti.

Ma se davvero il Professore vuol tornare a palazzo Chigi da protagonista e non da semplice comprimario, dovrà agire di conseguenza, vestendosi, per qualche mese, da politico, e ragionando meglio sul peso delle scelte del suo governo.

Il tempo dei tecnici, comunque la si guardi, è dunque scaduto.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Politica e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...